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Acidi grassi omega 3 nello sport: quali benefici? – Dott.ssa Rosanna Grosso

Acidi grassi omega 3 nello sport: quali benefici? – Dott.ssa Rosanna Grosso

Si sente spesso parlare degli acidi grassi omega-3 e dei vantaggi per il nostro organismo; perché sono molto usati dagli sportivi? Quali sono i benefici che apportano? Studi scientifici dimostrano che questi possano influenzare il metabolismo del muscolo scheletrico, l’esercizio fisico e la risposta funzionale in seguito ad un periodo di allenamento; ma, soprattutto, svolgono un’azione antinfiammatoria ed antiossidante, importantissima per gli stessi sportivi.

 

L’integrazione di omega 3 nello sportivo
È abitudine degli sportivi andare alla ricerca di integratori in grado di supportare e migliorare la loro prestazione fisica; spesso usano prodotti in grado di aumentare la capacità metabolica, di ritardare l’insorgenza della fatica, di migliorare l’ipertrofia muscolare e di ridurre i tempi di recupero. Oltre a voler raggiungere risultati sempre più alti, però, lo sportivo è anche a conoscenza del fatto che l’attività fisica intensa possa abbassare le difese immunitarie e che l’esercizio fisico eserciti uno stress fisiologico particolare sul corpo, che richiede una risposta coordinata da parte del sistema cardiovascolare, polmonare e nervoso per aumentare il flusso sanguigno e l’apporto di ossigeno al muscolo scheletrico operante. A riposo, infatti, il muscolo riceve circa il 20% del flusso sanguigno totale, ma durante l’esercizio può aumentare fino all’80%.

 

Chi è in grado di supportare questi cambiamenti? Gli integratori ergogenici, che preparano l’individuo all’esercizio fisico, migliorano il recupero e favoriscono la prevenzione degli infortuni durante l’allenamento intenso. Fra questi possiamo menzionare gli acidi grassi omega-3, che oltre a favorire questi processi contrastano l’infiammazione indotta dall’esercizio fisico, migliorano la salute del muscolo e la sua disponibilità di energia.
Possiamo usufruire di questi acidi grassi consumando alcuni pesci, come sardine, salmoni, tonno, halibut e altri frutti di mare come alghe e krill, la trota di lago, l’olio di semi di lino e le noci, oppure tramite l’assunzione di integratori. Li troviamo con il nome di acido α-linolenico (ALA), acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA) e si definiscono essenziali, ovvero l’organismo non è in grado di sintetizzarli, pertanto bisogna assumerli dall’esterno tramite l’alimentazione.

 

Lo stress ossidativo nello sportivo
Prima abbiamo detto che per gli sportivi è importante assumere omega-3 per il loro potere antiossidante ed antinfiammatorio; potrete quindi chiedervi se lo sport infiamma l’organismo e causa stress ossidativo e la domanda è lecita.
Si definisce stress ossidativo la perdita di equilibrio nel bilancio di antiossidanti e proossidanti dell’organismo, poiché i proossidanti superano le difese antiossidanti delle cellule e danneggiano le stesse; pertanto, lo stress ossidativo nei sistemi biologici è spesso caratterizzato dall’aumento della formazione di radicali liberi e altri ossidanti e dalla diminuzione degli antiossidanti. L’esposizione dei sistemi biologici allo stress ossidativo porta alla modifica delle proteine, dei lipidi e degli acidi nucleici e successivamente predispone il soggetto allo sviluppo di disturbi legati all’età.

 

Vi è correlazione fra stress ossidativo e infiammazione?
Purtroppo, si. Quando compare lo stress ossidativo, l’infiammazione si sviluppa come disturbo secondario e peggiora ulteriormente l’ossidazione, ma può succedere anche il contrario. Infatti, nel sito di infiammazione le cellule infiammatorie attivate rilasciano molti enzimi (come proteasi, elastasi, collagenasi, idrolasi acide, fosfatasi e lipasi), specie reattive (superossido, perossido di idrogeno, radicale ossidrile) e sostanze chimiche mediatrici (eicosanoidi, componenti del complemento, citochine, chemochine e ossido nitrico) e, quindi, inducono danni ai tessuti e ulteriore stress ossidativo.
Oltre ai molti benefici per la salute, paradossalmente, l’esercizio fisico intenso può causare danni ossidativi ai costituenti cellulari. Il muscolo scheletrico di solito produce radicali liberi, molecole instabili che ossidano altre molecole per diventare stabili, in condizioni basali. Questa produzione aumenta durante l’attività contrattile. Infatti, l’esercizio aerobico aumenta il consumo di ossigeno con un aumento di 15 volte del tasso di captazione nell’intero organismo e un aumento di oltre 100 volte nei muscoli attivi. La produzione di ROS alla contrazione dei muscoli durante l’esercizio avviene attraverso diversi meccanismi tra cui l’attivazione della xantina ossidasi endoteliale, la perdita di elettroni nella catena di trasporto degli elettroni mitocondriale, la risposta infiammatoria, l’aumento del rilascio e l’auto-ossidazione delle catecolamine. Ciò determina un esaurimento di antiossidanti cellulari (come il glutatione) nel sangue e un’alterazione del bilancio degli antiossidanti-proossidanti menzionato prima.

 

Come agiscono gli omega-3
Come agiscono, quindi, gli omega-3? Diversi studi sperimentali hanno dimostrato che l’assunzione di omega-3 e il miglioramento del rapporto omega-6/omega-3 potrebbero modulare la risposta immunitaria e infiammatoria.
I ricercatori hanno dimostrato un effetto positivo degli omega-3 sull’anabolismo e il catabolismo muscolare (ovvero crescita e perdita di massa muscolare) non solo nei soggetti cachettici, ma anche in volontari sani, con un impatto positivo sul mantenimento dei muscoli. Gli studi mostrano un aumento significativo della sintesi delle proteine muscolari in soggetti giovani e anziani dopo otto settimane di somministrazione giornaliera di 4 g omega-3. Allo stesso modo, sei mesi di integrazione (3,36 g/giorno) hanno provocato un aumento della massa muscolare (+ 3,6%) e della forza (+ 4%) nelle persone anziane.
L’assunzione di omega-3 migliora anche la risposta immunitaria ed infiammatoria, in quanto una loro somministrazione ha ridotto le citochine infiammatorie migliorando la difesa anticorpale; ciò perché l’assunzione di EPA e DHA porta ad una maggiore incorporazione di questi acidi grassi nelle membrane cellulari, che sostituisce in parte l’acido arachidonico (pro-infiammatorio).

 

Ma quindi possiamo liberamente assumere questi acidi grassi omega-3 oppure comportano degli effetti collaterali? Bisogna sempre prestare attenzione alle dosi consigliate ed al soggetto che abbiamo di fronte, valutando sia i potenziali rischi, sia i potenziali benefici. Si consiglia, quindi, l’assunzione principale di questi acidi grassi dapprima tramite l’alimentazione, poi tramite l’integrazione se la prima non risulta sufficiente.

 

 

FONTE BIBLIOGRAFICA:
Gammone MA et al. Omega-3 Polyunsaturated Fatty Acids: Benefits and Endpoints in Sport. Nutrients 2019, 11(1), 46

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