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Intollerante all’istamina, come un pesce fuor d’acqua!

Intollerante all’istamina, come un pesce fuor d’acqua!

Cos’ è l’intolleranza all’istamina?

Per una migliore comprensione partiamo da zero!


L’istamina, scoperta nel 1910 da Dale e Laidlaw, appartiene alle ammine biogene ed è stata identificata come un mediatore chimico di reazioni anafilattiche nel 1932, cioè un composto azotato diffuso nell’organismo umano, in particolare a livello di cellule coinvolte nella risposta immunitaria. È prodotta, infatti, in risposta ad un allergene, per allertare l’organismo della presenza di un qualcosa potenzialmente pericoloso, per cui la sua eccessiva liberazione caratterizza le patologie allergiche (asma, rinite, orticaria). L’istamina è presente, inoltre, a diverse concentrazioni in molti alimenti (come formaggio, pesce o vino) ed è termostabile, ovvero non viene degradata né mediante congelamento né mediante cottura.

 

Normalmente, nei soggetti sani, l’istamina presente negli alimenti può essere rapidamente metabolizzata sia dalla deaminazione ossidativa di DAO (diaminossidasi), sia per metilazione da un altro enzima inattivante l’istamina,        l’istamina-N-metiltransferasi (HNMT), in base a dove è localizzata (extracellulare o intracellulare rispettivamente).

L’intolleranza all’istamina deriva da uno squilibrio tra la quantità di istamina presente nell’organismo e la capacità degli enzimi di inattivarla, infatti la mancata degradazione da parte di DAO deficitario o inattivo, dell’istamina assunta con l’alimentazione, comporta un suo conseguente accumulo. L’attività ridotta di DAO può essere di origine genetica, dovuta a variazioni del DNA (note come SNPs) nel gene DAO che comportano una predisposizione a sviluppare l’intolleranza.      Oltre al deficit dell’enzima, la sovrapproduzione di istamina può essere causata dall’aumento della sua assunzione mediante la dieta o da inibitori esterni (farmaci, alcol). L’eccesso di istamina si riversa nel sangue provocando l’intolleranza ed eventuali complicazioni associate sono il morbo di Crohn, la colite ulcerosa e le neoplasie del colon-retto.

L’intolleranza all’istamina può essere temporanea (più frequente) o permanente e colpisce circa l’1% della popolazione, di cui l’80% sono di mezza età. Tuttavia è stata sottostimata in quanto i sintomi, aspecifici e vari, sono spesso male interpretati e confusi con altri disturbi dal momento che “imitano” l’allergia alimentare o l’intolleranza ad altre sostanze.                            I sintomi principali (mal di testa, disturbi gastrointestinali, meteorismo e diarrea) si manifestano soprattutto durante e dopo il pasto.

Una dieta priva di istamina, se necessario supportata da antistaminici, porta ad un miglioramento dei sintomi.            Scrivere, inoltre, un diario riguardante la conduzione della dieta può essere utile nel monitoraggio e nel miglioramento dei sintomi.

 

L’intolleranza all’istamina, non interessando il sistema immunitario a differenza dell’allergia, non può essere quindi determinata da un tipico test allergologico. Per la diagnosi corretta si può procedere alla valutazione nel sangue dell’attività dell’enzima che agisce sull’istamina o eseguire il test genetico.

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