Il fegato specchio della salute

Ferruccio Bonino
Ordinario di Gastroenterologia
Istituto di Biostrutture e Bioimmagini (IBB), CNR

 

 

Il fegato, la più grande ghiandola (pesa in media 1500 grammi) del corpo umano secerne molteplici sostanze, implicate in innumerevoli processi metabolici, indispensabili alla vita e produce la bile che escreta nell’intestino contribuisce alla digestione e assorbimento degli alimenti, in particolare dei grassi (lipidi) (1). Il fegato acquisisce, raffina, utilizza, immagazzina e smaltisce le sostanze assorbite dall’intestino e elimina i prodotti di scarto del metabolismo dei carboidrati (zuccheri), proteine, e lipidi svolgendo contemporaneamente un ruolo di centrale energetica, catalizzatore, depuratore, sintetizzatore e smaltitore di sostanze.

Pablo Neruda nella famosa “Ode al Fegato” ne descrive poeticamente le complesse, incessanti attività che consentono di smaltire gli abusi comportamentali e conclude “…da te, monarca oscuro, distributore di miele e veleni, regolatore di sali, da te attendo giustizia. Amo la vita: accontentami, lavora, non fermare il mio canto”.
Interagendo funzionalmente e sinergicamente con tutti gli altri organi e apparati il fegato è precocemente coinvolto in tutte le principali malattie sistemiche. Come un centro termo-industriale complesso il fegato evidenzia come primi segni di disfunzione i difetti di “magazzino” o “smaltimento di rifiuti” ovvero accumula sostanze (prevalentemente di lipidi) all’interno delle cellule.

L’accumulo di lipidi o fegato grasso (steatosi epatica) si associa a molte condizioni come sovrappeso/obesità, abuso di bevande alcoliche o zuccherate, sindrome metabolica e/o delle apnee notturne, terapie prolungate con farmaci epatotossici. La steatosi anticipa di anni l’insorgenza di malattie croniche evolutive non solo del fegato, ma soprattutto extraepatiche come diabete di tipo 2, dis-metabolismi lipidici, malattie cardiovascolari, neoplastiche e neuro-degenerative che sono le principali cause di ridotta aspettativa di vita. (7-9). Negli ultimi anni si è registrata in tutto il mondo una rapida crescita dell’incidenza del fegato grasso e in Italia si stima che circa il 25% della popolazione abbia tale condizione; la prevalenza corrisponde numericamente alla fascia di età (10% a 10 aa , 20% a 20 aa,..) e sale dopo i 50 anni con valori di oltre il 60% negli ultra-sessantenni (1-4). La famigliarità per le suddette patologie e il fegato grasso sono perciò precocissimi campanelli d’allarme che richiamano programmi di prevenzione e cura personalizzati.
La steatosi epatica lieve o moderata non è di per sé una malattia del fegato, lo diventa solo quando si complica con l’infiammazione e si trasforma in steato-epatite, malattia progressiva che può evolvere anche rapidamente in cirrosi epatica e tumore del fegato. Inoltre ogni forma d’infiammazione sistemica (es. il fumo che infiamma le vie respiratorie) spinge sul pedale (steatosi) dell’acceleratore di tutte le principali malattie sistemiche.

La salute del fegato è perciò uno specchio molto preciso e sensibile della salute generale e in un soggetto asintomatico il “fegato grasso” (che contiene lipidi in quantità maggiore del 5% del proprio peso) costituisce una spia molto precoce del rischio d’incipienti malattie epatiche (steato-epatiti) e non epatiche (diabete e dismetabolismi lipidici, malattie cardiovascolari, neoplastiche e neurodegenerative).

La metodica di riferimento per la misura del grasso intraepatico è la spettrometria in risonanza magnetica. La biopsia epatica è un esame invasivo non proponibile come esame di screening e per misure ripetute e inoltre risente dell’errore di campionamento esaminando solo 1/150.000 del fegato e in circa un terso dei casi la distribuzione del grasso intraepatico e disomogenea (2-4). Nella pratica clinica è oggi possibile quantificare in modo non invasivo il contenuto di grasso del fegato mediante software (Steatometri) basati su algoritmi delle misure di parametri ecografici standardizzati registrabili con i comuni ecografi (5-6). Tali misure sono molto precise e riproducibili, soprattutto nelle forme iniziali e intermedie di steatosi, quelle più utili alla diagnosi precoce e al monitoraggio della cure preventive delle patologie suddette e loro complicazioni.
Con l’aiuto di queste tecnologie è oggi possibile valutare nel singolo soggetto se il cambiamento dello stile di vita, l’attività fisica e/o l’abitudine alimentare, associati o meno ad una terapia medica determinino un’effettiva riduzione dell’indice quantitativo di steatosi epatica nel singolo paziente.

In conclusione come la misura del livello dell’olio nel serbatoio dell’auto (al di sopra di un livello minimo) costituisce una semplice e sicura misura preventiva per garantire una lunga vita al motore dell’auto tanto che il manometro e la spia del livello minimo dell’olio fanno parte del cruscotto guida di ogni veicolo così la misura del grasso nel “serbatoio epatico” (che deve essere meno del 5 % per essere normale) può essere considerato un indispensabile “manometro” per un’accurata valutazione della salute generale e alimentare in particolare (Figura 1).

Figura 1

 

Progetto Preventivo Dna della Salute

Sulla misura del grasso epatico si basa il progetto preventivo DNA Health – DNA della Salute (Figura 2)

Figura 2. Qualità e aspettativa di vita dipendono dall’interazione tra patrimonio genetico (DNA) e ambiente, alimentazione, attività lavorativa e esercizio fisico. DNA Health (che sta per Daily and Nightly Assessment of Health) o DNA della Salute (marchio internazionale depositato) significa prendersi cura della salute a 360 gradi mediante un’attenta analisi clinico-strumentale dei comportamenti fisico-biologici e modi di essere (durante veglia e sonno) della singola persona.

DNA della Salute propone un programma partecipativo, preventivo personalizzato, supervisionato a 3 livelli da una squadra multi-competente di specialisti in Scienze Mediche, Motorie e della Nutrizione. Lo scopo è la presa di coscienza, scientificamente fondata della salute personale, indispensabile per scegliere con equilibrio, responsabilità e piacere lo stile di vita personale più salutare. I risultati dei programmi proposti devono essere sottoposti a costante verifica mediante indicatori soggettivi e strumentali degli esiti di cura. Infatti ogni proposta di prevenzione o cura è scientificamente credibile solo se i suoi effetti sono misurabili.

 

La misura soggettiva è facile quando ci sono evidenti sintomi e segni di malattia da valutare; in assenza di questi la misura oggettiva del grasso epatico rappresenta un sensibile indice di salute generale e d’efficacia dei programmi di prevenzione che sono verificati mediante tre misure (Figura 3) dell’equilibrio energetico personale:
• qualità e quantità dell’esercizio fisico giornaliero e dell’energia spesa;
• calorie introdotte con l’alimentazione giornaliera;
• grasso intraepatico come misura dell’eccesso energetico.

Figura 3 Le tre misure dell’equilibrio energetico della singola persona.

 

 

I programmi personalizzati sono gestiti e coordinate dalla collaborazione sinergica di tre Esperti in Scienze Mediche, Motorie e Nutrizionali (Figura 4).

 

Figura 4.

Valutazione dell’Attività Fisica e Prescrizione dell’Esercizio Fisico Personalizzato

Per poter redigere un programma di esercizio fisico dedicato e personalizzato in relazione alle abitudini comportamentali soggettive viene creata una carta d’identità motoria del singolo soggetto attraverso l’analisi oggettiva del movimento.

 

Valutazione dello Stile Alimentare e Prescrizione della Dieta Personalizzata
Per poter redigere un programma alimentare personalizzato in relazione con abitudini, tradizioni culturali e gusti soggettivi è necessaria un anamnesi alimentare e ponderale con adipometria a ultrasuoni, plicometria, bio-impedenziometria per misurare la percentuale di massa grassa e magra del soggetto. e studio del bilancio energetico con misura del metabolismo basale e holter metabolico accoppiato alla calorimetria indiretta.

 

Valutazione ecografica della Salute del Fegato come indice della Salute Alimentare e Generale
Per valutare pragmaticamente l’entità e l’andamento dell’accumulo di grasso intraepatico, come indice dell’equilibrio energetico tra calorie introdotte e calorie consumate viene eseguito un esame ecotomografico dell’addome superiore del fegato con misura dell’indice steatometrico (misura indiretta del grasso intra-epatico mediante specifico algoritmo/software applicativo)

 

 

Conclusione

Le malattie cardio-vascolari, epato-digestive, metaboliche, neuro-degenerative e neoplastiche sono oggi le principali cause di ridotta aspettativa di vita. La diagnosi precoce, ovvero l’attesa dei segni precoci della malattia già in atto come segno d’allarme per iniziare un programma di cura non è la migliore prevenzione. Per garantire al meglio l’efficienza e durata di un’auto non attendiamo i segni delle “rotture”, ma facciamo accurate diagnosi preventive con scrupolosi tagliandi. Allo stesso modo è oggi possibile proporre un’efficace visita preventiva in fase asintomatica, mirata a indentificare i meccanismi patogenetici che iniziano prima dello sviluppo delle malattie e se curati con interventi preventivi personalizzati sono reversibili e possono evitare la malattia.
Il contenuto grasso del fegato è uno specchio molto sensibile di salute generale e in un soggetto asintomatico una quantità maggiore del 5% del peso del fegato costituisce la spia più precoce non solo del rischio d’incipienti patologie epatiche (steato-epatiti), ma anche di patologie sistemiche come diabete e dismetabolismi lipidici, malattie cardiovascolari, neoplastiche e neuro-degenerative.

 

 

Referenze
1. Brunetto MR, Bonino F. Il Fegato Specchio della Salute Pisa University Press 2019 https://www.pisauniversitypress.it/scheda-libro/ferruccio-bonino-maurizia-rossana-brunetto/il-fegato-specchio-della-salute-978-883339-2653-575610.html

2. Petta S, Valenti L, Bugianesi E, Targher G, Bellentani S, Bonino F Special Interest Group on Personalized Hepatology of the Italian Association for the Study of the Liver (AISF) A “systems medicine” approach to the study of non-alcoholic fatty liver disease. Dig Liver Dis. 2016 Mar;48(3):333-42.

3. European Association for the Study of the Liver (EASL), Association for the Study of Diabetes (EASD), European Association for the Study of Obesity (EASO) Clinical Practice Guidelines for the management of non-alcoholic fatty liver disease.J Hepatol. 2016 Jun;64(6):1388-402.

4. Italian Association for the Study of the Liver (AISF), Lonardo A, Nascimbeni F, Targher G, Bernardi M, Bonino F, Bugianesi E, Casini A, Gastaldelli A, Marchesini G, Marra F, Miele L, Morisco F, Petta S, Piscaglia F, Svegliati-Baroni G, Valenti L, Bellentani S. AISF position paper on non alcoholic fatty liver disease (NAFLD): Updates and future directions. Dig Liver Dis. 2017 Jan 23. pii: S1590-8658(17)30151-2. doi: 10.1016/j.dld.2017.01.147.

5. Mancini M, Summers P, Faita F, Brunetto MR, Callea F, De Nicola A, Di Lascio N, Farinati F, Gastaldelli A, Gridelli B, Mirabelli P, Neri E, Salvadori PA, Rebelos E, Tiribelli C, Valenti L, Salvatore M, Bonino F Digital liver biopsy: Bio-imaging of fatty liver for translational and clinical research. World J Hepatol. 2018 Feb 27;10:231

6. Di Lascio N, Avigo C, Salvati A, Martini N, Ragucci M, Monti S, Prinster A, Chiappino D, Mancini M, D’Elia D, Ghiadoni L, Bonino F, Brunetto MR, Faita F Steato-score: non-invasive quantitative assessment of liver fat by ultrasound imaging. Ultrasound Med.Biol.2018: ii: S0301-5629(18)30120-0.

 

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