Intolleranza all’istamina – Dott. Catello Romano

L’Istamina è un’amina biogena che deriva dalla decarbossilazione dell’Istidina ad opera della istidina decarbossilasi. Il catabolismo dell’Istamina avviene attraverso due vie: una di ossidazione ad opera della DiAmminoOssidasi (DAO) e l’altra di metilazione ad opera delle Histamine Methil Transferasi (HMT).   Nell’organismo, l’istamina è contenuta nei granuli citoplasmatici dei mastociti, delle piastrine e dei basofili. Per svolgere la sua azione si lega su recettori cellulari specifici indicati come H1, H2, H3 e H4. L’azione svolta dipende dai recettori coinvolti:
  1. I recettori H1 sono coinvolti nell’infiammazione allergica.
  2. I recettori H2 sono presenti nella parete gastrica dove inducono la secrezione gastrica.
  3. I recettori H3 svolgono importanti funzioni di neurostrasmettitore.
  4. I recettori H4 svolgono attività immunomodulatoria.
L’istamina è un potente mediatore di molte reazioni biologiche, liberata soprattutto a seguito della degranulazione dei basofili o mastociti, successiva al riconoscimento dell’allergene nelle malattie allergiche. Può anche elicitare queste reazioni a seguito di stimoli non allergici, quando l’equilibrio tra la sua produzione e il suo catabolismo è alterato. L’Istamina è un componente naturale di molti alimenti. Di norma il mangiare alimenti ricchi di istamina o istamino liberatori non crea problemi in quanto viene rapidamente metabolizzata dall’enzima DAO. L’intolleranza alla Istamina insorge quando il rapporto tra l’istamina assunta e la sua naturale controparte enzimatica (DAO) non è ben bilanciato. La carenza di DAO causa insufficiente degradazione dell’istamina contenuta negli alimenti che viene degradata molto lentamente e pertanto si accumula. Criteri diagnostici (proposti) dell’intolleranza all’istamina:
  • Sintomi tipici: L’accumulo di istamina determina sintomi che sono simili a quelli delle allergie. Dopo l’assunzione di alimenti ricchi di istamina possono manifestarsi diversi sintomi: Intestinali (nausea, diarrea, mal di stomaco, crampi, gonfiore addominale, flatulenza….), mal di testa, emicrania, stanchezza, eruzioni cutanee, prurito, orticaria, palpitazioni e tachicardia.
  • Risposta alla dieta di limitazione.
  • Riduzione della DAO sierica.
  • Mutazioni genetiche.
Terapia:
  • Dieta a basso contenuto di alimenti e farmaci ricchi di Istamina e Istamino liberatori.
  • Integratore alimentare di DAO.
La sindrome sgombroide è una patologia simil allergica risultante dall’ingestione di pesce non correttamente conservato. Viene riportata con la massima frequenza relativamente a specie ittiche a carne rossa, appartenenti alle famiglie Scombridae (come il tonno, sgombro, lampuga), Clupeidae (sardine, aringhe, cheppie) ed acciughe e specie ittiche imparentate con queste. La sindrome sgombroide può derivare dall’inappropriato trattamento del pesce durante l’immagazzinamento o la lavorazione; quando per l’innesco di processi di degradazione si producono quantità importanti di istamina. L’istidina è presente in natura in molti tipi di pesce, a temperature superiori ai 16 °C e a contatto con l’aria essa viene convertita nell’ammina biogenica istamina ad opera dell’enzima istidina decarbossilasi, questo è uno dei motivi per cui il pesce va immagazzinato sempre a basse temperature). L’istamina non viene distrutta dalle normali temperature di cottura, di conseguenza il pesce mal conservato o lavorato anche se adeguatamente cotto può contenere istamina che provoca la sindrome. I sintomi consistono in: orticaria, pallore, ipotensione, dispnea, cefalea pulsante, bruciore orale, crampi addominali, nausea, diarrea, palpitazioni e senso di malessere. I sintomi di intossicazione possono comparire entro pochi minuti e fino a due ore in seguito al consumo di cibo deteriorato e sono generalmente autolimitanti. I sintomi solitamente durano approssimativamente dalle quattro alle sei ore e raramente persistono per più di uno-due giorni.
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