Aggiungi un posto a tavola!

Il magazine francese “L’Express”, settimanale di attualità politica ed economica, mostra questa copertina… Ovviamente è rivolta, nel caso specifico, alla popolazione francese ma, dal mio punto di vista, riguarda anche l’Italia come altri paesi, continuamente bombardati da tante notizie riguardanti l’alimentazione e portati a scelte a volte molto limitanti. Si legge: “Senza glutine, carne, latte, alcol…”, ad evidenziare la varietà di abitudini alimentari relative ai singoli commensali. Il disegnatore Erwann Terrier afferma: “L’ego è diventato re, a ciascuno il suo regime, anche se significa sacrificare quel momento di condivisione che dovrebbe essere il pasto”. Intolleranze o allergie alimentari, diete selettive o restrittive, divieti religiosi, semplici preferenze… oggi l’armonia nel rituale del pasto in comune, è messa a rischio da questi comportamenti e dalla sensibilità di chi condivide il pasto con noi. Pensiamo per un momento di essere seduti a tavola con un vegano, con un amante della carne oppure con un intollerante al lattosio. I tipi di alimenti consumati sono differenti e ci sono molte più limitazioni dovute, ora come ora, soprattutto alla migliore conoscenza di un mondo su cui man mano si è posta sempre più grande attenzione (basti pensare a come le pubblicità sono cambiate perché focalizzate più sugli ingredienti e sul “salutare”) e che ha attirato sempre più curiosità da parte di tutti. Al di là delle propensioni dovute al proprio “palato”, a diete dimagranti o a diete etico-religiose, mi soffermo sulla dieta intesa come terapia o come obbligo medico. Sia grazie all’avvento di nuove metodiche diagnostiche, anche rapide e meno invasive, sia ad una maggiore sensibilizzazione e divulgazione di informazioni, tra cui quelli che sono i rischi dovuti ad un’alimentazione scorretta, fortunatamente molti sintomi, anche extra-intestinali, possono essere giustamente associati a patologie e disturbi dell’apparato gastrointestinale, ad allergie o ad intolleranze. In molti hanno così preso coscienza dei propri disagi e dei motivi scatenanti, e di conseguenza ci si è adeguati nel produrre alimenti “fatti su misura”, in caso di intolleranze, ma anche più “sani”. Il consumatore, infatti, fa più attenzione alle etichette e a ciò che viene servito a tavola, e c’è la possibilità di scegliere tra un grandissimo numero di prodotti negli scaffali al supermercato e portate nel menu di un ristorante. È fondamentale conoscersi per stare bene e oggi più di prima ne abbiamo la possibilità. È importante sottolineare, quindi, che l’imbattersi in un gran numero di abitudini alimentari, ha spesso motivazioni legittime, in quanto si seguono indicazioni mediche oppure la scelta può essere legata ai propri principi ed al modo di vedere le cose, fatta in virtù di motivi etici, nel rispetto degli animali o della propria fede. Non si parla di giusto o sbagliato ma l’immagine di questa copertina porta a soffermarci su un pensiero importante che non va tralasciato o abbozzato, ovvero sulla nostra capacità di vivere insieme e di condividere un pasto con serenità.

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