A fuoco, a fuoco!

Cos’è il reflusso gastroesofageo? Il reflusso gastroesofageo (GER) è un disturbo comune, in costante aumento a tutte le età, che si verifica quando il contenuto di natura acida dello stomaco risale lungo l’esofago.

L’esofago è la porzione del canale alimentare mediante il quale il cibo ingerito va dalla bocca allo stomaco, la cui mucosa tollera moderate quantità di materiale gastrico.

Fisiologicamente, quando si deglutisce, lo sfintere esofageo inferiore (LES), una fascia circolare di muscoli all’estremità inferiore dell’esofago, si rilassa e si apre per consentire al cibo ed ai liquidi di fluire nello stomaco, quindi successivamente si chiude di nuovo. Il passaggio è sotto il controllo di meccanismi fisiologici quali la peristalsi (contrazioni muscolari) oppure il flusso salivare (la saliva, grazie alla presenza dei bicarbonati, costituisce un sistema tampone e se il suo pH varia, decade la funzione protettiva contro gli acidi gastrici). Se lo stesso sfintere, però, si rilassa in modo anomalo o si indebolisce, l’acido dello stomaco può tornare nell’esofago. Ciò consente al contenuto acido di irritare il rivestimento dell’esofago causando l’infiammazione e la sintomatologia. L’ambiente dello stomaco è fortemente acido poiché permette la digestione degli alimenti, che verranno assorbiti in seguito nell’intestino. Il succo gastrico contiene molti agenti potenzialmente dannosi, i principali aggressori sono acido cloridrico, pepsina,i batteri ed i loro prodotti.

Se il reflusso non è sporadico ma si manifesta in maniera frequente e costante, più di due volte a settimana per alcune settimane, si può parlare di malattia da reflusso gastroesofageo (la sigla italiana per definire la Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo è MRGE, mentre la sigla inglese è GERD che sta per Gastro-Esophageal Reflux Disease) che si manifesta con una sintomatologia più intensa. Nonostante possa portare a problemi di salute più gravi nel tempo, spesso è sottovalutata.

Un po’ di dati… La MRGD colpisce circa il 10-20% della popolazione adulta in Europa, indistintamente uomini e donne, e può interessare fino al 40% della popolazione negli Stati Uniti, con un impatto rilevante sulla qualità della vita e sui costi sanitari. Negli Stati Uniti sono circa 68 milioni le prescrizioni farmacologiche annue per la cura della malattia da reflusso gastroesofageo. Vari studi mostrano che nei Paesi Occidentali, il 50% delle diagnosi di MRGE riguarda la popolazione tra i 45 e i 64 anni di età. I dati statistici raccolti dall’American Gastroenterological Association mostrano che si tratta di un disturbo correlato ad uno stile di vita e abitudini alimentari ben precise, caratteristiche dei Paesi occidentali (si verifica meno frequentemente in Asia, in circa il 3% della popolazione). La prevalenza mondiale di MRGE è aumentata durante gli ultimi 15 anni. La MRGE può essere classificata in due forme: ERD (Erosive Reflux Disease), più rara, e NERD (Non Erosive Reflux Disease). La malattia da reflusso non erosiva caratterizza la maggior parte dei pazienti da reflusso (fino al 70%) che hanno i sintomi tipici ma senza alcuna lesione visibile della mucosa esofagea, a differenza dei pazienti con malattia da reflusso erosiva che presentano, invece, un danno evidente in endoscopia della mucosa esofagea.   I sintomi I sintomi possono presentarsi in maniera costante durante il giorno oppure ad intermittenza. Il reflusso acido può causare una sensazione di bruciore al petto o alla gola (bruciore di stomaco o pirosi), soprattutto dopo aver mangiato e potrebbe peggiorare durante la notte interrompendo il sonno, perché favorito dalla posizione orizzontale. Si può presentare rigurgito di cibo o liquido acido, sensazione di “nodo in gola”, dolore toracico non cardiaco, eruttazioni acide oppure un sapore amaro nella parte posteriore della bocca. Oltre la tipica sintomatologia, possono manifestarsi anche sintomi extra-esofagei. Sono attribuite a MRGE difficoltà a deglutire o problemi respiratori come: tosse cronica, raucedine, asma e laringite. Inoltre si possono manifestare: malattie gengivali, erosione dello smalto dei denti o altri problemi dentali.   La manifestazione dei sintomi può essere già sinonimo di reflusso e sufficiente per formulare una diagnosi. Si parla di sintomi di allarme quando possono suggerire eventuali complicazioni o problemi potenzialmente letali: • Dolore al petto durante alcune attività come salire le scale. • Perdita di peso involontario. • Soffocamento mentre si mangia. • Espulsione di sangue o materiale che sembra il fondo di caffè.   Le possibili complicazioni La MRGE in alcuni casi (una piccola percentuale di individui), se non trattata in maniera adeguata, può degenerare e portare a problemi di salute più seri, provocando: • Restringimento dell’esofago (stenosi esofagea); • Ulcera esofagea; • Carcinoma esofageo; • Esofago di Barrett. Negli Stati Uniti, l’1% circa delle persone con diagnosi di MRGE soffre anche di esofago di Barrett; • Esofagite (infiammazione dell’esofago). Nel 30-35% dei casi la Malattia da Reflusso Gastroesofageo si complica con ulcera o stenosi dell’esofago.   I fattori di rischio Le condizioni che contribuiscono ad aumentare il rischio di sviluppare la MRGE includono: ernia iatale, svuotamento ritardato dello stomaco (maggiore è il periodo di permanenza del cibo nello stomaco, maggiore è la probabilità che si verifichi il reflusso) o gravidanza e obesità a causa dell’aumento della pressione intra-addominale. Anche lo stile di vita e la dieta influenzano i sintomi del reflusso e possono aggravarlo, come: fumare, fare pasti abbondanti in particolare durante tarda notte (è importante coricarsi almeno 3 ore dopo aver mangiato), mangiare cibi che peggiorano l’acidità per poter essere digeriti (tra cui: cibi grassi, piccanti o fritti, cioccolato, agrumi), bere alcol o caffè, indossare abiti aderenti che aumentano la pressione sullo stomaco. In una ricerca del 2015, tra i pazienti con MRGE, livelli più elevati di ansia e depressione sono stati associati a bruciore retrosternale più grave. È stata riportata in letteratura, anche una sovrapposizione tra MRGE e vari disturbi gastrointestinali funzionali (FGID) quali: la dispepsia funzionale (FD) e la sindrome dell’intestino irritabile (IBS).   Diagnosi Ci sono vari esami per diagnosticare la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). Tuttavia, non tutti i pazienti con bruciore di stomaco o MRGE hanno bisogno dei test in quanto basta l’esame obiettivo e l’anamnesi. Di seguito sono elencati i vari test a cui è possibile sottoporsi: • Esofagogastroduodenoscopia con o senza biopsia. • Manometria esofagea. • pH-impedenziometria esofagea delle 24 ore. • Esame radiologico dell’apparato digerente con mezzo di contrasto al solfato di bario. Oltre i test più noti descritti precedentemente, negli ultimi anni la determinazione della pepsina nella saliva è stata proposta come metodo diagnostico non invasivo per la malattia da reflusso. Il “Pep test” misura la presenza di un enzima dello stomaco chiamato pepsina, in un campione di saliva. Poiché la pepsina viene prodotta solo nello stomaco, se si trova nell’esofago, nella gola o nella bocca, allora sappiamo che si tratta di reflusso.   Trattamento La maggior parte delle persone può gestire il disagio della MRGE e prevenire o alleviare i sintomi con cambiamenti dello stile di vita e farmaci da banco suggeriti dal proprio medico (antiacidi, inibitori della pompa protonica – PPI, antagonisti dei recettori H2 per l’istamina – H2RAs, procinetici). Come misure preventive basta adottare alcuni semplici accorgimenti, evitando i comportamenti descritti tra “i fattori di rischio”. Se la MRGE è grave o non risponde ad altre procedure, potrebbe essere raccomandato un intervento chirurgico per alleviare i sintomi. Da non sottovalutare è l’abitudine di tenere un diario sulla dieta alimentare seguita e sui fastidi che si manifestano, che può aiutare a capire come agire in maniera mirata e su cosa porre attenzione. Alcuni studi rivelano, inoltre, l’importanza di un approccio più centrato sul paziente per la gestione della MRGE ed una migliore comunicazione tra pazienti e specialista promuovendo il dialogo.   BIBLIOGRAFIA 1. Pepsin in Saliva as a Diagnostic Marker for Gastroesophageal Reflux Disease: A Meta-Analysis. Zihao Guo, Hao Wu, Jiali Jiang, Chuan Zhang. Med Sci Monit 2018; 24:9509-9516 2. Practice styles, knowledge and attitudes of general practitioners and gastroenterology specialists who treat gastroesophageal reflux disease. Carter, Dan, MD; Dickman, Ram, MD, Section Editor(s): Kantarçeken., Bülent. 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